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TUTTO SUL CASO RUGGERO CONTI: ULTIMISSIME

Si aggrava sempre più l'accusa di abusi sessuali su minori per il prete di Roma, Ruggero Conti


Comunicato stampa del 21 maggio 2010

CASO DON CONTI:MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE' IN AULA CHIEDE L'INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI
Mons Reali: "Non avvisai nessuno dei miei superiori"

"Quel morto che cammina di Mirabile",riporta così l'ignobile missiva spedita al Presidente del Tribunale Di Fiore e alla Gazzetta di Reggio Emilia dove La Ca200520101226.jpgramella Buona ha sede nazionale. All'interno l'ennesimo proiettile. La Digos e Carabinieri indagano, il tutto mentre l'udienza a Roma cominciava.
Tensione alle stelle ieri durante l'undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida a Roma. Duro lo scontro tra l'accusa e la difesa, ancor più duro l'affondo dell'Avv. Nino Marazzita al Vescovo Gino Reali chiamato finalmente a testimoniare:"Voglio capire perchè lei non ha agito, perchè, nonostante come ha appena ammesso reputasse attendibili i ragazzi venuti da lei, non ha fatto niente!" "Non so", "Sa,la parrocchia è grande" "Le voci possono essere tante". Queste le risposte di Mons Reali.
Imbarazzante, scoraggiante ma soprattutto irritante: ieri si è appreso che il Vescovo Reali non solo NON avvisò l'organo competente sulle gravi informazioni di cui era venuto a conoscenza già nel 2006, non solo NON allontanò il parroco, ma nello stesso anno si preoccupò di rinnovare l'incarico a don Conti affinchè potesse restare a Selva Candida per altri 9 anni!
"Sono costernato e amareggiato, ma sempre più convinto della nostra posizione" dichiara Roberto Mirabile presidente de La Caramella Buona Onlus "Per don Ruggero si mette male, sono i fatti a parlare. Insieme all'Avv. Marazzita procederemo contro il Vescovo Reali per favoreggiamento, basta omertà!"
Ancora una volta La Caramella Buona è vittima di deliranti messaggi, ancora una volta i pedofili riescono a prendere parola. I Vescovi non denunciano, i parrocchiani piangono, La Caramella Buona riceve proiettili. Chi da fastidio alla pedofilia? Intanto Istituzioni e politica pare stiano sottovalutando il crimine devastante della pedofilia.



PEDOFILIA: ASS. CARAMELLA BUONA, CHIEDEREMO INCRIMINAZIONE MONS. REALI 
 
(ASCA) - Roma, 20 mag - L'associazione Caramella buona ha annunciato la sua intenzione di chiedere l'incriminazione per favoreggiamento della pedofilia di mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, nell'ambito del processo a carico di don Ruggero Conti, arrestato nel 2008 con l'accusa di abusi sessuali sui minori. Lo ha preannunciato Nino Marazzita, avvocato di parte civile per l'associazione e per due delle sette vittime presunte, nel corso dell'udienza odierna in cui e' stato sentito come testimone proprio lo stesso
mons.
Reali.


CHIESA: DOMANI VESCOVO REALI TESTIMONIA A PROCESSO SU CASO ABUSI DON CONTI 
 

Adnkronos 19 mag. Domani mattina alle 12 presso la sesta sezione penale del Tribunale di Roma a Piazzale Clodio, avra' luogo l'undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti parroco della parrocchia della Nativita' di Maria Santissima di Selva Candida, accusato di pedofilia. Si tratta di un'udienza per molti versi considerata cruciale in quanto vedra' comparire sul banco dei testimoni come persona informata dei fatti, la figura del vescovo di Porto Santa Rufina, Mons. Gino Reali, chiamato a rispondere su eventuali responsabilita' nel caso don Conti, definito nell'ultima udienza ''il suo braccio destro'' da un viceparroco dello stesso don Conti gia' ascoltato dal tribunale. In particolare mons. Reali e' chiamato in causa da alcune testimonianze in base alle quali sarebbe stato a conoscenza degli abusi sessuali senza pero' intervenire prendendo opportune misure cautelative. Don Conti, dopo accurate indagini dei carabinieri realizzate anche con intercettazioni ambientali, e' stato arrestato nel giugno del 2008. Il sacerdote e' accusato da ben dieci vittime per abusi sessuali prolungatisi per circa trent'anni: dalla fine degli anni '70 al marzo-aprile del 2008. Il caso e' venuto alla luce grazie anche al contributo dell'associazione ''La caramella buona'', impegnata da anni nella lotta contro la pedofilia. ''Finalmente conosceremo la verita''', ha dichiarato, a proposito della testimonianza del vescovo Reali, Roberto Mirabile, Presidente dell'associazione riconosciuta parte civile e difensiva nel processo. Secondo Mirabile ''nessuno mosse un dito di fronte voci insistenti su don Conti nonostante le lettere scritte dai ragazzi e gli appuntamenti presi presso la Santa Sede''.

''Se mons. Reali, venuto a conoscenza dei fatti in tempi non sospetti - ha aggiunto il presidente della 'Caramella buona' - informo' i suoi superiori allora qualcuno dovra' rispondere a tempo debito ma se, diversamente da quanto avrebbe dovuto, egli abbia omesso di riferire a chi di competenza la grave condotta del prete, il nostro avvocato Nino Marazzita ne richiedera' l'incriminazione per favoreggiamento''. Insomma domani il vescovo di Porto Santa Rufina si trovera' di fronte a un bel dilemma: rimandare il caso a istanze superiori, cioe' quelle del Vaticano, o assumersi l'onere di tutta la vicenda rischiando pero' ulteriori conseguenze giudiziarie. Nei giorni scorsi c'e' stata poi una polemica fra lo stesso Vaticano e 'La Caramella buona' sempre a proposito del caso di don Ruggero Conti. Quando infatti l'associazione venne a conoscenza della vicenda, aveva provato a rivolgersi a diverse autorita' ecclesiastiche, sia a livello di Conferenza episcopale che di Congregazione per la dottrina della fede, per chiedere un intervento nei confronti del sacerdote. L'ultimo di questi colloqui, quello fra il presidente Roberto Mirabile e il procuratore generale del Vaticano mons. Charles Scicluna, avvenne il 18 luglio del 2007, un anno prima dell'arresto di don Conti. Secondo l'associazione nell'occasione al procuratore generale del Vaticano, dopo un colloquio durato 45 minuti, furono consegnati materiali e informazioni relativi alle accuse nei confronti del prete di Selva Candida. L'incontro e' stato confermato da mons. Scicluna che pero', in una intervista rilasciata alla Cnn, ha affermato che da parte dell'associazione non gli e' stato consegnata la documentazione necessaria per indagare. 

''Alla fine dell'incontro con La Caramella buona nel 2007 non mi e' stata lasciata alcuna reale informazione su cui agire'' ha affermato Scicluna. A stretto giro arrivo' la replica di Mirabile, che in un comunicato spiegava: ''Le dichiarazione rilasciate alla Cnn da Monsignor Charles Scicluna sono totalmente false di una gravita' assoluta''. ''Monsignor Scicluna - aggiungeva Mirabile - oltre a dichiarare il falso entra in contraddizione con se stesso e con la dichiarazione che ha rilasciato settimane fa al quotidiano spagnolo El Pais: prima dice che io e la mia collaboratrice non gli abbiamo portato denunce firmate ora spudoratamente afferma che La Caramella Buona Onlus non ha voluto condividere con lui le informazioni in possesso su Don Ruggero Conti''. ''Sono esterrefatto stupito da Monsignor Scicluna al quale chiedo ora un confronto pubblico davanti alla stampa nazionale ed estera''. Per ora dai sacri palazzi non e' arrivata nessuna risposta alle contestazioni. (Fpe/Pn/Adnkronos) 19-MAG-10 19:17 NNNN 


Comunicato Stampa del 19 maggio 2010

PROCESSO DON CONTI/IL VESCOVO REALI SUL BANCO DEI TESTIMONI: 
FINALMENTE LA VERITA'

Prevista per domani la testimonianza davanti alla Corte del Vescovo di don Conti
Domani alle ore 12 presso la sesta sezione penale del Tribunale di Roma a Piazzale Clodio avrà luogo l'undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti parroco di Selva Candida a Roma accusato di pedofilia. Udienza cruciale che vedrà sul banco dei testimoni l'emblematica figura del Vescovo di Porto Santa Ruffina Mons. Gino Reali chiamato a rispondere su eventuali responsabilità nel caso don Conti, definito nell'ultima udienza "il suo braccio destro".
"Finalmente conosceremo la verità: - dichiara Roberto Mirabile Presidente de La Caramella Buona Onlus riconosciuta parte civile e difensiva nel processo - nessuno mosse un dito difronte voci insistenti su don Conti nonostante lettere scritte dai ragazzi e appuntamenti presso la Santa Sede. - Prosegue Mirabile - Se Mons.  Reali, venuto a conoscenza dei fatti in tempi non sospetti, informò i suoi superiori allora qualcuno dovrà rispondere a tempo debito ma se, diversamente da quanto avrebbe dovuto, egli abbia omesso di riferire a chi di competenza la grave condotta del prete il nostro Avvocato Nino Marazzita ne richiederà l'incriminazione per favoreggiamento".
Screditata dalle false dichiarazioni di un contraddittorio Mons Scicluna, promotore di giustizia del Sant'Uffizio e attaccata, ovviamente, dall'imputato don Conti, La Caramella Buona forte della sua serietà e coerenza, assicura, non ci saranno sconti per nessuno e rinnova l'appello al Papa di essere ascoltata poichè sempre più numerose sono le segnalazioni alla Onlus di abusi da parte di sacerdoti italiani.

Don Ruggero Conti: contro di me solo false accuse


APCOM - 27aprile 2010 "Chiedo di strappare il mio caso da ideologie e polemiche. Non sono un mostro, sono innocente, lo dico rugg4.jpgumilmente". Così ha detto in aula, davanti ai giudici della VI sezione del tribunale di Roma, don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato il 30 giugno del 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi dieci anni di sette bambini affidati alle sue cure nell'oratorio e nei campi estivi. Il prete ha reso alcune dichiarazioni. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Francesco Scavo, don Ruggero avrebbe compiuto le molestie tra il 1998 e il maggio 2008, quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima, a Selva Candida. "Sapevo che si stavano costruendo false accuse contro di me - ha detto in aula - Chiedo che siano presi in considerazione i fatti uno alla volta. Sono stato arrestato mentre stavo organizzando la Giornata mondiale della gioventù che si è tenuta in Australia, come se questo evento potesse essere una trappola per i bambini. Non so come, ma in carcere sono diventato un punto di riferimento morale invece di essere trattato male come le altre persone che sono accusate di fatti gravi come quelli di cui sono accusato io. Se fossi colpevole confesserei". Nel corso dell'udienza hanno poi testimoniato altre tre persone che sarebbero state oggetto delle molestie di don Ruggero. I tre hanno confermato le accuse. Prossima udienza il 20 maggio quando sarà chiamato a testimoniare monsignor Gino Reali, il direttore superiore di don Ruggero. Proprio rispetto al ruolo svolto dal prelato, l'associazione 'Caramella buona' che assiste molti dei ragazzi che hanno denunciato abusi, ha ribadito che chiederà ai giudici che si proceda per favoreggiamento nei confronti di monsignor Reali. "E poi è stato scandaloso - hanno ribadito gli attivisti dell'associazione guidata da Roberto Mirabile - che don Ruggero voglia coinvolgere nel suo caso, il Vaticano e Papa Benedetto XVI. E' una strumentalizzazione insopportabile. Il processo a suo carico c'è perché dei ragazzi hanno avuto la forza e il coraggio di denunciare quanto hanno subito".




Comunicato stampa del 27 aprile 2010

SCINTILLE IN AULA: ALLA PRESUNZIONE DI MOLTI SI E' AGGIUNTA QUELLA DELL'IMPUTATO

In aula don Ruggero Conti legge le sue riflessioni, si dichiara innocente, critica le indagini fatte e illustra al Pubblico Ministero Scavo e alla Corte le modalità corrette da adottare per arrivare alla verità come se nessuno sapesse svolgere il proprio lavoro. L'imputato racconta la sua verità attaccando tutti, anche La Caramella Buona Onlus, presente in ogni udienza in rappresentanza delle vittime che non riescono a sostenere lo stress e le occhiatacce dei fans di don Ruggy.
A caldo le dichiarazioni di Roberto Mirabile: "E' indecente che don Ruggero Conti si faccia scudo del Papa per difendersi e attaccare la Magistratura, La Caramella Buona e soprattutto le vittime. Come si permette di dare lezioni ad un Pubblico Ministero, ai Carabinieri e di infamare il serio lavoro dell'Associazione accusandola di non voler cercare la verità?Don Ruggero e i suoi amici stanno perdendo la pazienza perchè le prove a suo carico diventano sempre più schiaccianti, questa la verità."
Il 20 maggio, alla prossima udienza, sarà finalmente ascoltato il Vescovo della diocesi mons. Gino Reali, La Caramella Buona insieme all'Avv. Nino Marazzita avranno finalmente delle risposte.



Molestato 30 anni fa da don Ruggero

Repubblica - 27 febb 2010 - ANCORA testimonianze al processo contro don Ruggero Conti, ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, arrestato il 30 giugno 2008 con l' accusa di aver abusato sessualmente di «almeno sette bambini affidati alle sue cure». A parlare, questa volta, un quarantenne di Legnano, che una trentina di anni fa, quando il "don" non era ancora tale ma insegnava educazione sessuale in un istituto tecnico della cittadina lombarda, venne sessualmente molestato da Conti. L' udienza si è tenuta a porte aperte, a differenza delle prime quattro: i sostenitori di don Ruggy (come lo chiamano) entrano ed escono. Lui stesso - ai domiciliari da dicembre per motivi di salute nonostante la legge del 23 aprile 2009 escluda i domiciliari per i cosiddetti sex offenders - non sta fermo un attimo: distribuisce baci e abbracci ai suoi fan, stringe le mani, saluta. Un silenzio carico di tensione cala in aula quando P. F. prende la parola per raccontare quello che avrebbe «voluto dimenticare per sempre. Non mi è stato possibile perché quando domandai a mia moglie di sposarmi, lei mi propose di far celebrare la funzione a don Conti che aveva preso i voti da poco. E allora ho dovuto ricordare». P. F. è arrivato in aula dopo aver contattato l' associazione La caramella buona - che si occupa di lotta alla pedofilia- prima associazione ad essere ammessa quale parte civile in un procedimento di questo genere. Il presidente Roberto Mirabile a ottobre, insieme al pm Francesco Scavo e a Mario Staderini che si è costituito parte civile al posto del Comune, ha ricevuto una lettera con un' apologia della pedofilia: nelle tre buste c' erano anche altrettanti proiettili




Comunicato stampa del 25 febbraio 2010
DRAMMATICA SVOLTA AL PROCESSO CONTRO DON RUGGERO CONTI
SVELATE RESPONSABILITA’ DI ALTI PRELATI

Si è svolta oggi (giovedì) l’udienza a carico di Don Ruggero Conti, l’ex parroco di Roma accusato di numerosi abusi sessuali su minori. Clamorose le testimonianze raccolte dall’associazione La Caramella Buona Onlus con i Carabinieri di Reggio Emilia. In aula sono stati ascoltati padri di famiglia che denunciano abusi subiti ben 28 anni fa quando l’imputato non era ancora sacerdote ma insegnante di educazione sessuale a Legnano, nel milanese. La sofferta testimonianza di P.F. ora quarantenne, descrive un quando di abusi sessuali perpetrati da Don Conti nell’ambito dell’oratorio di Legnano. “Nel corso del processo - afferma Roberto Mirabile presidente de La Caramella Buona Onlus - si confermano le pesantissime accuse contro l’imputato e non tutte le persone quarantenni che sostengono di essere state sue vittime tanti anni fa, si presenteranno in tribunale, ma sono state ascoltate sia da noi de La Caramella Buona Onlus  sia dai Carabinieri”. “Tutti i testimoni vittime descrivono rapporti sessuali orali col sacerdote - precisa Roberto Mirabile - che sceglieva le proprie prede normalmente tra ragazzini con difficoltà famigliari”. Particolarmente toccante un passaggio nella testimonianza P.F. : “ ho tenuto nascosto questo fatto e ho deciso di raccontare degli abusi subiti solo dopo tanti anni, esattamente quando mia moglie mi chiese far celebrare il nostro matrimonio proprio da Don Ruggero Conti. A quel punto mi sono confidato con mia moglie. Mi sento in colpa per non aver denunciato prima quanto subito, avrei potuto forse evitare altri abusi”.
Ripetutamente chiamati in causa Monsignor Carlo Galli di Legnano e il Vescovo Gino Reali di Roma, come prelati che sapevano da anni dei fatti senza prendere alcuna posizione concreta
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Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze
L'ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all'epoca tredicenne
                        
Il Messaggero.it - Roma, 27 ottob. - Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l'ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma, anche se c'è chi sostiene che il religioso avesse già avuto problemi di pressione alta dall'inizio della mattinata.
Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l'innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza di tre delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all'epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.
L'ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all'epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall'ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell'allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l'udienza è stata aggiornata al 26 novembre.
 



Comunicato stampa del 26 ottobre 2009 
PRETE PEDOFILO: NUOVE ACCUSE A DON RUGGERO CONTI
 
 Altra testimonianza choc raccolta da La Caramella Buona a Reggio Emilia

Domani, martedì 27, si terrà la tanto attesa udienza del processo a carico di Don Ruggero Conti, l’ex parroco di Roma accusato di pedofilia. Il Tribunale della Capitale sarà praticamente blindato, visto che verranno ascoltati dei ragazzi presunte vittime, fra i quali un minorenne e a causa delle recenti gravi minacce di morte pervenute al Pubblico Ministero Scavo, al presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile e al consigliere comunale Staderini.
Nuove accuse intanto sono state raccolte proprio dall’Associazione antipedofilia a Reggio Emilia: nei giorni scorsi, un uomo si è rivolto a La Caramella Buona denunciando abusi sessuali di cui sarebbe stato vittima, da parte di Don Ruggero Conti, ben trenta anni fa nel milanese.
“Spero che in Tribunale non ci sia il solito clima pesantissimo delle precedenti udienze – dichiara Roberto Mirabile – dobbiamo assicurare ai ragazzi che testimonieranno la maggiore serenità possibile: questo processo si sta facendo particolarmente difficile anche per le pressioni continue - sguardi e commenti per niente civili -  a cui si è sottoposti in aula, da parte di alcuni sostenitori dell’imputato.”



Don Conti, ascoltati i Carabinieri. Video hard nel pc della chiesa


E-Polis - Roma, 2 Ottob. Materiale pornografico nel computer della chiesa romana della Natività di Maria Santissima in via di Selva Candida. E poi sms sospetti inviati dall'ex parroco Don Ruggero Conti ai ragazzi dell'oratorio. È quanto emerso dagli accertamenti portati avanti dai carabinieri subito dopo l'arresto del prete accusato di aver approfittato tra il 1998 e il 2008 di 7 ragazzi affidati alle sue cure. A riferire in Tribunale i particolari di quanto venuto a galla dopo le perquisizioni in casa del sacerdote sono stati il capitano Luigi Mancuso del nucleo operativo di Roma e il brigadiere Padula, entrambi ascoltati ieri dai giudici nell'ambito del processo al parroco finito in cella per pedofilia. Davanti al collegio i militari hanno parlato di materiale erotico rinvenuto in un pc della chiesa, e anche di messaggi ambigui che il prete avrebbe inviato ai ragazzi dell'oratorio. Nel corso dell'udienza i militari hanno riferito di aver trovato nel computer filmati pornografici, per lo più a sfondo omosessuale, ma hanno anche precisato di non aver potuto stabilire con certezza se a visionare e scaricare i video fosse stato Conti in quanto la macchina era in uso a più persone in parrocchia. Ad insospettire le forze dell'ordine sarebbero comunque i risultati di un esame tecnico eseguito sul pc che dimostrerebbe come i file non sarebbero stati utilizzati nei giorni in cui il parroco era assente. In aula mentre decine di fedeli venuti a portare la loro solidarietà al sacerdote salutavano e mandavano baci a distanza al loro prete, il capitano Mancuso ha anche fatto riferimento alle segnalazioni ricevute negli ultimi mesi dalle forze dell'ordine in merito ad alcuni abusi che sarebbero avvenuti 28 anni fa quando Conti non era ancora sacerdote: alcune persone, oggi 40enni, dopo aver saputo dell'arresto dell'uomo hanno infatti contattato i carabinieri tramite l'associazione Onlus Caramella Buona, parte civile nel processo, raccontando di aver subito molestie nel periodo in cui l'imputato era insegnante di educazione sessuale nella scuola statale Bonvesin de la Riva a Legnano. NELLA PROSSIMA udienza, tra meno di un mese, si entrerà nel vivo del processo: saranno infatti ascoltate alcune presunte vittime di abusi, i ragazzi che hanno raccontato di aver subito attenzioni particolari da parte di Conti. «Dovranno affrontare una situazione di grande stress visto che l'aula è tutta a favore del parroco e vivono in uno stato di isolamento - fanno sapere alla Caramella Buona - noi però lotteremo al loro fianco». Sulla stessa linea Mario Staderini dei Radicali, ammesso a rappresentare il Comune nel processo, dopo il caos scoppiato mesi fa per la mancata costituzione del Campidoglio come parte civile:
«Faremo del nostro meglio. Le persone offese non potevano essere lasciate sole». E mentre il giudizio nei confronti del parroco di Serva Candida va avanti, si scopre che la dipendente del Comune responsabile della decisione di non far schierare il Campidoglio accanto alle vittime nel procedimento è tornata al lavoro: Rita Camilli, responsabile del dipartimento Promozione dell'Infanzia, Famiglia e Gioventù, era stata allontanata dall'incarico dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, finito nella bufera per il caso.



Don Conti, testimoni intimiditi. Spuntano nuovi presunti abusi 

E-Polis - Roma, 1 Ottob. - Aggressioni, insulti, telefonate intimidatorie, tentati pestaggi. Tensione alle stelle e paura per le presunte vittime, in attesa dell'udienza prevista per oggi in Tribunale nell'ambito del processo a Don Ruggero Conti, il  parroco della chiesa romana della Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida accusato di aver abusato tra il 1998 e il 2008 di 7 ragazzi affidati alle sue cure. Nell'ultimo periodo infatti i giovani di cui il prete avrebbe approfittato e le loro famiglie sono stati presi di mira da decine di parrocchiani e residenti della zona, certi dell'innocenza di Don Conti: ai legali che li assistono nel processo hanno riferito di aver ricevuto minacce, telefonate “mute” in casa, di vivere completamente isolati da quando sono usciti allo scoperto. Durante un momento di pausa nell'ultima udienza in due sono stati perfino avvicinati da un loro ex amico ora “rivale”, in aula per sostenere il parroco come le decine di altre persone che in Tribunale lanciavano baci al sacerdote. «Sei pazzo, che stai facendo, che racconti - ha gridato il ragazzo -  Don Ruggero è una brava persona». Ferma la risposta: «Lo sarà con te, con me non lo è stato» . Poi quando stava per scatenarsi una colluttazione, e i presenti erano sulle mosse di chiamare le forze dell'ordine, i due giovani sono stati separati da uno dei genitori. «Le presunte vittime subiscono una pressione incredibile, sembrano loro gli imputati, e si preparano a vivere ore difficili visto che in aula ci sarà una folla di persone convinte dell'innocenza di Don Conti - sottolinea il presidente dell'associazione Onlus contro la pedofilia Caramella Buona Roberto Mirabile, parte civile nel processo - la scena si ripeterà in tutte le udienze, con loro isolati in un angolo e dall'altra parte decine di persone con  magliette con scritte a favore del sacerdote e manine che salutano il parroco».
Mentre i giudici si apprestano ad ascoltare nuovi testimoni e a passare al vaglio le dichiarazioni dei giovani che hanno sporto denuncia, e i ragazzi ad affrontare l'aula di Tribunale, spuntano nuovi particolari sul passato del sacerdote finito in cella.  Dopo l'arresto infatti altre quattro persone, oggi quarantenni e padri di famiglia, hanno deciso di venire allo scoperto raccontand di aver subito abusi da parte dell'ex parroco di Selva Candida. Violenze che risalirebbero a 28 anni fa, quando Conti non era ancora sacerdote e insegnava educazione sessuale nella scuola media statale Bonvesin de la Riva a Legnano, in provincia di Milano. Sono stati i carabinieri di Roma impegnati negli accertamenti a raccogliere, tra le altre, le dichiarazioni di un uomo che mesi fa si è presentato in lacrime presso la sede dell'associazione Caramella Buona di Reggio Emilia per riferire di aver subito attenzioni da parte di quello che all'epoca era il suo insegnante: Conti lo avrebbe portato a casa sua, per poi approfittare di lui. «I reati cadono in prescrizione dopo 15 anni dai fatti - spiegano alla Caramella Buona - ma il nostro avvocato impegnato nel giudizio a Don Conti, Nino Marazzita, tenterà di far riconoscere la continuità del reato e dunque di far cadere la prescrizione per queste “nuove” presunte violenze».


Comunicato stampa del 16 giugno 2009 
PROCESSO DON CONTI: LA CARAMELLA BUONA RICONOSCIUTA DI NUOVO PARTE CIVILE


E-Polis - Roma, 1 Ottob.
- Aggressioni, insulti, telefonate intimidatorie, tentati pestaggi. Tensione alle stelle e paura per le presunte vittime, in attesa dell'udienza prevista per oggi in Tribunale nell'ambito del processo a Don Ruggero Conti, il  parroco della chiesa romana della Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida accusato di aver abusato tra il 1998 e il 2008 di 7 ragazzi affidati alle sue cure. Nell'ultimo periodo infatti i giovani di cui il prete avrebbe approfittato e le loro famiglie sono stati presi di mira da decine di parrocchiani e residenti della zona, certi dell'innocenza di Don Conti: ai legali che li assistono nel processo hanno riferito di aver ricevuto minacce, telefonate “mute” in casa, di vivere completamente isolati da quando sono usciti allo scoperto. Durante un momento di pausa nell'ultima udienza in due sono stati perfino avvicinati da un loro ex amico ora “rivale”, in aula per sostenere il parroco come le decine di altre persone che in Tribunale lanciavano baci al sacerdote. «Sei pazzo, che stai facendo, che racconti - ha gridato il ragazzo -  Don Ruggero è una brava persona». Ferma la risposta: «Lo sarà con te, con me non lo è stato» . Poi quando stava per scatenarsi una colluttazione, e i presenti erano sulle mosse di chiamare le forze dell'ordine, i due giovani sono stati separati da uno dei genitori. «Le presunte vittime subiscono una pressione incredibile, sembrano loro gli imputati, e si preparano a vivere ore difficili visto che in aula ci sarà una folla di persone convinte dell'innocenza di Don Conti - sottolinea il presidente dell'associazione Onlus contro la pedofilia Caramella Buona Roberto Mirabile, parte civile nel processo - la scena si ripeterà in tutte le udienze, con loro isolati in un angolo e dall'altra parte decine di persone con  magliette con scritte a favore del sacerdote e manine che salutano il parroco».
Mentre i giudici si apprestano ad ascoltare nuovi testimoni e a passare al vaglio le dichiarazioni dei giovani che hanno sporto denuncia, e i ragazzi ad affrontare l'aula di Tribunale, spuntano nuovi particolari sul passato del sacerdote finito in cella.  Dopo l'arresto infatti altre quattro persone, oggi quarantenni e padri di famiglia, hanno deciso di venire allo scoperto raccontand di aver subito abusi da parte dell'ex parroco di Selva Candida. Violenze che risalirebbero a 28 anni fa, quando Conti non era ancora sacerdote e insegnava educazione sessuale nella scuola media statale Bonvesin de la Riva a Legnano, in provincia di Milano. Sono stati i carabinieri di Roma impegnati negli accertamenti a raccogliere, tra le altre, le dichiarazioni di un uomo che mesi fa si è presentato in lacrime presso la sede dell'associazione Caramella Buona di Reggio Emilia per riferire di aver subito attenzioni da parte di quello che all'epoca era il suo insegnante: Conti lo avrebbe portato a casa sua, per poi approfittare di lui. «I reati cadono in prescrizione dopo 15 anni dai fatti - spiegano alla Caramella Buona - ma il nostro avvocato impegnato nel giudizio a Don Conti, Nino Marazzita, tenterà di far riconoscere la continuità del reato e dunque di far cadere la prescrizione per queste “nuove” presunte violenze».


Comunicato stampa del 16 giugno 2009 
PROCESSO DON CONTI: LA CARAMELLA BUONA RICONOSCIUTA DI NUOVO PARTE CIVILE

Tra maglie, colpi di scena e  ritrattazioni, La Caramella Buona corre sulla sua strada riconosciuta ancora una volta parte civile
Si è svolta questa mattina alla sesta sezione penale del Tribunale di Roma la prima udienza del processo a carico del presunto pedofilo Don Ruggero Conti, ex parroco di Selva Candida e già consulente per la famiglia del Sindaco Gianni Alemanno. In oltre cinque ore di procedimento la Corte ha ammesso come parte civile anche La Caramella Buona Onlus, riconoscendone il fondamentale ruolo nella tutela di minori e nel processo stesso.
Diversamente, in aula ha suscitato non poche perplessità la posizione del Comune di Roma che, anziché presentarsi come parte civile ha preferito – secondo quanto affermato dal Giudice citando una lettera del Sindaco – non avanzare tale richiesta.




Don Ruggero show in tribunale. Comune parte civile ma è bufera

E-Polis - Roma, 17 Giug. - Il Tribunale che informa della mancata richiesta del Comune di costituirsi parte civile nel processo, e il portavoce del sindaco che subito smentisce. La bagarre in Campidoglio, e in aula. Poi il dietro-front di Alemanno, che dà mandato di rivedere il ruolo dell'amministrazione capitolina. E infine l'allontanamento della titolare del Dipartimento Promozione dell'Infanzia, Famiglia e Gioventù Rita Camilli, silurata in quanto responsabile della presa di posizione iniziale del Comune.
Prende il via tra le polemiche il processo per pedofilia a Don Ruggero Conti, l'ex parroco della Chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida finito in manette il 30 giugno scorso e accusato di violenze su 7 ragazzini che gli erano stati dati in custodia tra il 1998 e il 2008. Lacrime, tensione e un tifo stadio nell'aula di tribunale per la prima udienza: davanti ai giudici e al pm decine di parrocchiani certi dell'innocenza del prete lanciano baci al loro sacerdote, alla sbarra, fissandolo a distanza con gli occhi lucidi. In disparte i ragazzi di cui Don Ruggero avrebbe abusato e i genitori, intimiditi dai tanti sostenitori del parroco che assistono in piedi all'udienza-fiume stretti come sardine nonostante il caldo infernale. Durante la prima tranche del processo, rinviato al 7 luglio, il tribunale presieduto da Luciano Pugliese accoglie la costituzione di parte civile delle famiglie delle presunte vittime, della Onlus  La Caramella buona e dell'esponente dei Radicali Mario Staderini.
"Il Comune non si è costituito parte Civile, dall'inizio, ma il Campidoglio ha subito smentito e questo crea imbarazzo". È “indignato” il presidente dell’associazione Caramella buona Roberto Mirabile, presente in aula a fianco alle vittime dei presunti abusi così come accaduto tante volte in passato in casi simili. Sulla stessa linea Mario Staderini, che in mattinata aveva chiesto le dimissioni del portavoce del sindaco, Simone Turbolente, responsabile di aver riportato "una notizia completamente falsa" . A margine dell' udienza il pm Francesco Scavo ha reso noto l'accoglimento della richiesta di costituzione di parte civile dell'esponente dei Radicali “in quanto il Comune di Roma non ha fatto richiesta”. Una scelta spiegata anche in una lettera depositata e letta in aula in cui sono evidenziate le motivazioni alla base della decisione: “La mole degli atti processuali di cui il Comune non ne ha completa contezza”.



Pedofilia: prete in cella per impedire viaggio GMG Sidney
 
Ansa - Roma, 9 Apr - Stava per partire per l'Australia, a Sidney, lo scorso anno per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù in programma dal 12 al 21 luglio. E fu anche per impedire quel viaggio, che lui avrebbe fatto con alcuni ragazzi della parrocchia, che don Rugggero Conti, l'ex parroco di Selva Candida a Roma, fu arrestato dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta del pm Francesco Scavo. Il sacerdote, accusato di atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile aggravata, resterà in carcere, dove è tornato nelle scorse settimane per effetto delle nuove norme in materia di stupri, fino al 16 giugno prossimo quando comincerà il processo a suo carico. La difesa di don Ruggero, rappresentata dall'avvocato Patrizio Spinelli, ha infatti chiesto il rito immediato. Secondo quanto si è appreso il pm Scavo nella lista testi citerà anche monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Santa Rufina, al quale si sarebbero rivolti negli anni scorsi in giovani, ora adulti, che avrebbero subito le violenze sessuali dall'ex parroco...Nel corso delle indagini sarebbero emersi altri casi di abusi compiuti in Lombardia e risalenti a 25 anni fa, a Legnano, dove Don Ruggero, non ancora ordinato prete, insegnava educazione sessuale in una scuola. Tra questi casi quello di una violenza consumata su un giovane, oggi quarantenne. Per le violenze la procura non potrà procedere, perchè prescritte, ma le presunte vittime potrebbero essere chiamate a testimoniare in caso di processo.


Don Ruggero: il suo avvocato ne chiederà la scarcerazione

La Repubblica - 19 Marzo  - Torna in carcere don Ruggero Conti, ex parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, già arrestato nel giugno scorso perché accusato di aver abusato di alcuni minorenni.
Lo ha deciso il gip Carmine Castaldo accogliendo l´istanza del pm Francesco Scavo. Il sacerdote il 30 giugno scorso era finito in carcere per poi andare agli arresti domiciliari il 16 settembre successivo.
Alla base dell´istanza del pm il decreto sicurezza emesso di recente dal governo. È già il secondo indagato per presunti episodi di violenza sessuale ´vittima´ di questo provvedimento. Nei giorni scorsi infatti è tornato in carcere D.F, il 22enne accusato di aver stuprato una ragazza la notte di Capodanno.
Il legale dal sacerdote, l´avvocato Patrizio Spinelli, ha già presentato un´istanza con cui sollecita la remissione in libertà del suo assistito il quale soffrirebbe di gravi problemi di salute. Nei giorni scorsi il pm Scavo, invece, aveva chiesto il rinvio a giudizio del prete per atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile continuate e aggravate.


Pedofilia: Roma, nuovamente arrestato sacerdote Ruggero Conti

Adnkronos - Roma, 18 mar.  - E' tornato in carcere il sacerdote Ruggero Conti gia' parroco della chiesa della Nativita' di Maria Santissima a Selva Candida (Roma) accusato di aver sottoposto a violenza numerosi giovani che gli erano stati affidati per motivi di educazione. Proprio ieri il pubblico ministero Francesco Scavo aveva chiesto il suo rinvio a giudizio per le accuse di violenza sessuale e induzione alla prostituzione minorile. Conti torna in carcere in seguito all'applicazione della nuova normativa che prevede l'arresto per chi sia reso responsabile di reati sessuali. Il provvedimento contro il sacerdote, che e' difeso dall'avvocato Patrizio Spinelli, e' stato firmato dal gip Carmine Castaldo. Il difensore ha gia' presentato un'istanza con la quale sollecita la rimessione in liberta' del religioso che ha gravi problemi di salute. Il rinvio a giudizio del religioso e' stato chiesto per le violenze alle quali avrebbe sottoposto tra il '98 e il 2008 sette ragazzi a lui affidati. Ma secondo quanto emerso dall'inchiesta molti di piu' sarebbero i ragazzi sottoposti a violenza sia in occasione di campeggi estivi sia durante gli incontri avuti con il religioso in parrocchia. Attualmente don Ruggero era agli arresti domiciliari. Secondo quanto emerso dall'inchiesta alcuni dei ragazzi sottoposti a violenza sarebbero stati compensati con somme di denaro (da 10 a 50 euro per ogni incontro) e anche con capi di abbigliamento.




Abusi su ragazzi in parrocchia, chiesto il rinvio per don Ruggero. Il sacerdote accusato di dieci anni di sevizie


 Corriere della Sera - Roma 17 marzo 2009 - Prostituzione minorile e atti sessuali su minori. Per questi reati la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di abuso, avvenuti tra il 1998 e il 2008, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Il pm Francesco Scavo ha ricostruito, nell’atto d’accusa, una serie di vicende che coinvolgono sette ragazzi. A don Ruggero, ex garante delle politiche per le periferie e per la famiglia del sindaco di Roma Gianni Alemanno è contestato il fatto di aver approfittato di una «persona a lui affidata per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto». Nel settembre scorso, dopo che il riesame aveva rigettato una istanza della difesa, il gip Andrea Vardaro ha concesso a don Ruggero gli arresti domiciliari. In seguito alla nuova legge varata dal governo sugli stupri il pm, che si era opposto alla attenuazione della misura cautelare, potrebbe presto fare richiesta al gip per una nuova ordinanza. Secondo il capo d’imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le vacanze estive e quelle di Pasqua e di Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia viene attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d’abbigliamento. In un caso, era stata proprio la madre della giovane vittima a rivolgersi a Don Ruggero «affinchè si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre», in un momento di «difficoltà economiche anche in conseguenza del decesso» del familiare. . In base alla ricostruzione dell’accusa, il ragazzino, «in ripetute occasioni (quantificabili in circa trenta/quaranta volte) e in cambio di denaro (dai 10 ai 30 euro in media per ogni singola prestazione) o altra utilità (in genere capi di abbigliamento)», avrebbe compiuto atti sessuali. Da qui la contestazione di prostituzione minorile. Gli altri abusi che, per il pm, configurano quest’ultimo reato, riguardano anche un altro ragazzo che spesso il sacerdote invitava nella propria abitazione «a fermarsi per la notte». Per quanto riguarda gli altri minori (le vittime sono tutte maschi e anche di età inferiore ai 14 anni), don Ruggero approfittava dei momenti più disparati per abusare di loro, come durante una medicazione dopo che un ragazzino aveva riportato delle lesioni durante un litigio o nel corso dei campi estivi organizzati a Santa Caterina Valfurva.





Pedofilia/ Pm ricorrerà contro domiciliari a don Ruggero Conti
Il Gip: indagini dopo arresto hanno confermato accuse

APCOM - Roma, 18 set. - Il pm Francesco Scavo è intenzionato a presentare ricorso al tribunale del riesame contro la decisione del gip del tribunale di Roma, Andrea Vardaro, con la quale due giorni fa sono stati concessi gli arresti domiciliari a don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di violenza sessuale continuata e aggravata, avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida. Alla base dell’iniziativa del sostituto procuratore ci saranno due elementi: la possibile reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. Don Conti - si argomenterà - è stato posto ai domiciliari in unità separata del ‘Centro Nazareth’, in via Portuense, ma detta struttura è comunque all’interno di diversi luoghi d’aggregazione della zona ed inoltre in pieno tessuto urbano. Qualora i giudici della libertà accogliessero l’istanza dell’ufficio dell’accusa il provvedimento non sarà esecutivo, perché potrà comunque essere impugnato dai difensori del sacerdote, gli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro. Il gip Vardaro, nel provvedimento con il quale ha concesso i domiciliari, scrive che comunque permangono sia i “gravi indizi” che le esigenze cautelari, e che “le indagini espletate dopo l’applicazione della misura hanno ulteriormente avvalorato la gravità del quadro”. La principale motivazione del parziale accoglimento dell’istanza dei legali di don Conti, “pur non rilevandosi una situazione di incompatibilità con il regime carcerario” rimangono quindi le condizioni di salute, l’ipertensione arteriosa di cui il sacerdote è affetto. Le indagini su quanto avrebbe compiuto don Ruggero sono intanto andate a ritroso negli anni. Nel capo d’accusa il sacerdote, molto attivo nel sociale e coinvolto in prima persona in diversi progetti, sono attribuiti abusi su circa otto ragazzi, che all’epoca dei fatti erano minorenni. Ma il pm ha raccolto le testimonianze di molti altri giovani, ed alcuni episodi risalgono addirittura a 25 anni fa.




Domiciliari per don Ruggero, il parroco accusato di abusi sui minori 


MESSAGGERO.IT - ROMA (16 settembre) - Sono stati concessi gli arresti domiciliari per il sacerdote Ruggero Conti, di 55 anni, già parroco della chiesa Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, accusato di violenze sessuali a bambini e giovani che erano stati a lui affidati per motivi di educazione. Il provvedimento è stato firmato dal gip Andrea Vardaro nonostante il parere negativo del pubblico ministero Francesco Scavo il quale si era opposto alla concessione degli arresti domiciliari temendo che il sacerdote possa reiterare il reato o comunque inquinare le prove raccolte a suo carico. Ad assistere Ruggero Conti è l'avvocato Riccardo Olivo che già in precedenza aveva presentato le sue istanze al Tribunale del riesame che però le aveva respinte. Il gip Andrea Vardaro nelle motivazioni dell'ordinanza ha ribadito le esigenze cautelari nei confronti del sacerdote ma viste le condizioni di salute, una grave forma di ipertensione, ha deciso che poteva lasciare il carcere.

ANSA - ROMA, 6 AGO - «Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori». Questo uno dei passaggi contenuti nelle sei pagine di motivazioni depositate dal Tribunale del Riesame di Roma che nei giorni scorsi ha confermato la misura cautelare in carcere per don Ruggero Conti, il sacerdote, ex parroco della chiesa di Selva Candida, alla periferia della Capitale, arrestato il 30 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale.
   Il collegio presieduto da Antonino Lo Surdo si spinge ad ipotizzare «una condanna altamente probabile» per Conti, detenuto nel carcere di Regina Coeli. Il collegio difensivo del sacerdote - formato dagli avvocati Riccardo Olivo, Anna D'Alessandro e Giancarlo D'Onofrio - aveva prodotto in udienza al Riesame numerose testimonianze di genitori di ragazzi in favore del sacerdote tra cui quella di una donna delle pulizie secondo la quale Don Ruggero aveva più volte pagato una vacanza al figlio.
   Nell'ordinanza del Riesame, invece, si legge che gli abusi sessuali «anche se non compiuti con violenze fisiche e minacce intanto sono stati possibili in quanto le vittime erano in stato di soggezione nei confronti del Conti che ha approfittato senza alcuna remora morale e materiale del suo ruolo e della condizioni dei ragazzi».



Comunicato stampa del 6 agosto 2008

GRAVISSIME LE ACCUSE PER RUGGERO CONTI PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA
A distanza di un mese altre denunce stanno arrivando a La Caramella Buona

«Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori». Questo uno dei passaggi contenuti nelle sei pagine di motivazioni depositate dal Tribunale del Riesame di Roma che nei giorni scorsi ha confermato l’arresto per Ruggero Conti, ex parroco della chiesa di Selva Candida, alla periferia della Capitale, arrestato il 30 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale. Il collegio presieduto da Antonino Lo Surdo si spinge ad ipotizzare «una condanna altamente probabile» per Conti, detenuto nel carcere di Regina Coeli. 
“Ad oggi continuiamo a ricevere presso la nostra sede di Reggio Emilia numerose testimonianze di uomini ancora segnati dalle violenze del Conti avvenute, secondo i racconti, oltre 20 anni fa – spiega il presidente de La Caramella Buona Roberto Mirabile – Una in particolare parla di un presunto abuso compiuto ben 26 anni fa su di un sedicenne, testimonianza già trasmessa ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma. Non possiamo permettere che questo caso sia posto in secondo piano. Le accuse sono gravissime, diversi testimoni affermano di aver avvertito le Autorità Ecclesiastiche nel corso degli anni.  Il silenzio non è tollerabile!”.
Intanto numerose famiglie si esprimono ancora a favore di Ruggero Conti sostenendone con forza l’innocenza. Ci chiediamo, da quanto risulta finora dalle informazioni raccolte dagli Investigatori e dalla magistratura, quanto possano influire simili testimonianze valutando l’attenzione con cui l’indagato sceglieva, a quanto pare, le sue vittime che, chiaramente e fortunatamente, non potrebbero comunque corrispondere a tutti i figli dei parrocchiani! Se si continuerà a contattare anziani e famiglie scampate alla violenza fermi davanti al portone della chiesa, non si potrà che dubitare dell’obiettività del riscontro. La rabbia, la sofferenza, i tristi racconti non scendono in piazza, non si possono ascoltare con la stessa facilità. Per troppo tempo troppe persone hanno taciuto, alcune sarebbe bene parlassero, altre meglio se continuassero a tacere. Saranno le carte giudiziarie a fare il quadro della situazione, attualmente – dalle parole della motivazione del Tribunale del Riesame - già abbastanza chiara.
“ Ci complimentiamo con il lavoro svolto finora dagli Inquirenti – conclude Mirabile – siamo vicini alle Autorità Ecclesiastiche a cui è rivolta sempre la nostra volontà di dialogo e confronto, ricordando le importanti parole del Papa pronunciate in Australia. Speriamo nell’accertamento della verità.”

Comunicato stampa del 19 luglio 2008

ALTRE DENUNCE  RACCOLTE A RUBIERA A CARICO DEL PRETE DI ROMA ACCUSATO DI PEDOFILIA: DA ANNI TANTI SAPEVANO

Per la seconda volta i giudici di Roma hanno negato gli arresti domiciliari a Don Ruggero Conti, il parroco di Roma accusato di pedofilia. L’arresto, avvenuto il 30 giugno dopo un’indagine scattata da una segnalazione dell’Associazione nazionale contro la pedofilia La Caramella Buona Onlus di Reggio Emilia, ha provocato sconcerto e numerose prese di posizione fra difensori e accusatori del sacerdote. L’arresto del parroco Don Ruggero Conti è avvenuto quindi in seguito alle investigazioni dei Carabinieri di Roma e alla decisione dei Magistrati competenti. Tutto questo perché esistono attualmente denuncie - querele sporte da (presunte) vittime del parroco.
Addirittura La Caramella Buona ha trasmesso ai Carabinieri di Rubiera - Reggio Emilia la denuncia di un episodio di abuso avvenuto a Milano  risalente a ben 24 ANNI FA !
“DA TESTIMONIANZE E DENUNCE RACCOLTE DA LA CARAMELLA BUONA – dichiara il suo presidente Roberto Mirabile – RISULTA CHE DIVERSE PERSONE NELLA GERARCHIA ECCLESIASTICA SAPEVANO. ORA DOBBIAMO CHIEDERCI PERCHE' TANTE PERSONE ERANO STATE INFORMATE DA ANNI E NON HANNO FATTO NULLA “

Con il suo presidente onorario l'avv. Nino Marazzita, La Caramella Buona Onlus chiederà ragione anche di queste responsabilità, ricordando inoltre l'importante presa di posizione del Papa contro la pedofilia nei suoi discorsi dall'Australia.



IL CASO

Approfittando delle fragilità caratteriali dei ragazzi che erano stati affidati alle sue cure in oratorio e nei campi religiosi estivi, un sacerdoti negli utlimi dieci anni avrebbe abusato ripetutamente di minorenni. Con l'accusa di violenza sessuale continuata e aggravata, per R. C., sacerdoti di 55 anni della parrocchia romana Natività di Santa Maria Santissima, in via di Selva Candida, sono scattate le manette lunedì scorso, dopo l'emissione di un ordine di custodia cautelare eseguito dai Carabinieri del Nucleo operativo di via In Selci.
Secondo l'accusa, il sacerdote, tra il 1998 e il marzo scorso, avrebbe abusato di diversi minorenni. Sette, al momento, le vittime accertate (tutte di sesso maschile). Per l'accusa, però, potrebbero esserci state altre violenze. A dare il via all' indagine è stata la denuncia di un altro sacerdote, che da molto tempo si era accorto degli strani comportamenti del più anziano sacerdote. Secondo gli inquirenti, R.C. si era accattivato le simpatie di alcuni bambini e, approfittando della loro fragilità caratteriale, li aveva convinti a subire gli abusi, spesso attirandoli nella propria abitazione dietro la promessa di soldi, cd, dvd o capi d'abbigliamento. In casa, nel corso di una perquisizione, sono stati trovati anche film pornografici. Secondo quanto si è appreso, già in passato il sacerdote era stato sospeso per un mese dal suo incarico proprio in relazione ad alcune voci su presunti abusi sessuali commessi.
Una vicenda drammatica che l'opinione pubblica nazionale scopre soltanto oggi attraverso quotidiani e telegiornali, ma che il Presidente dell'Associazione Antipedofilia "La Caramella Buona", dott. Roberto Mirabile, conosce molto bene. Tanto al punto da averla già raccontata in  "Movieclub - 100 film da leggere", il libro a cura di Manuele Venditti ed edito dalla Milonga Editrice, presentato a Palestrina nel gennaio scorso. In quella occasione Mirabile, di fronte ad una platea di oltre 400 persone, fu chiamato sul palco a leggere il proprio racconto contenuto nella pubblicazione, ossia la cruda storia di un giovane parroco in crisi di coscienza che contattò l'associazione Antipedofilia denunciando i gravi comportamenti del suo superiore, e combattendo l'omertà di un ambiente -quello clericale- che a volte sembra proteggere gli scandali anzichè evitarli. In quel racconto Mirabile non fece altro che ricostruire la vicenda del 55enne sacerdote della parrocchia romana Natività di Maria Santissima, spiegnado come
"La Caramella Buona" si stava da mesi adoperando per smascherare gli abusi del prete pedofilo. fotocorriereUn racconto amaro e pieno di rabbia che lasciò il pubblico dell'auditorium prenestino commosso e indignato. Oggi finalmente, questa storia, anche grazie all'Associazione presieduta da Mirabile, sembra essere giunta alla fine. Infatti già da tempo gli operatori de "La Caramella Buona Onlus" si erano attivati grazie alla segnalazione diretta del giovane e coraggioso parroco e avevano poi contattato le Forze dell'Ordine e ascoltato le famiglie persuadendole alla denuncia. E ciò che nella drammatica vicenda di abusi su minori nella parrocchia romana di Selva Candida colpisce di più è proprio la scelta del giocane sacerdote (già viceparroco nella stessa parrocchia in cui avvenivano gli abusi) che con la sua denuncia ha dato il via alle indagini, in aperto e prezioso contrasto con la politica pluridecennale delle gerarchie della Chiesa cattolica volta a secretare le notizie criminis all'interno dell'ordinamento canonico. Sono ancora in vigore infatti, le norme della Santa Sede che, a aprtire dalla Crimen sollicitationis del 1962, hanno l'effetto di evitare l'accertamento della verità da parte dell'autorità giudiziaria di fronte a reati sessuali compiuti da esponenti del clero. Al vescovo di Roma, anche alla luce delle recenti, gravi condanne di altri preti operanti nelle parrocchie romane, secondo molti andrebbe posta la questione urgente del pubblico superamento della politica di oggettiva copertura sin qui tenuta dal Vaticano, indispensabile anche per affrontare il problema strutturale della libertà, della responsabilità, dell'amore, e quindi anche della sessualità, dei religiosi.
"Ci costituiremo ancora una volta parte civile - affermano intanto con forza l'Avv. Nino Marazzita ed il Presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile - per casi come questo di Selva Candida non ci si può limitare alla segnalazione, occorre scendere in campo, unire le forze! Per mesi abbiamo lavorato in silenzio nel pieno rispetto delle parti interessate. Ora agire diventa dovere morale".
Affermava Mirabile nel suo racconto contenuto nel libro Movieclub:
" Mi si chiede di scrivere di preti pedofili, ma potrei scrivere di poliziotti pedofili, di magistrati pedofili, di insegnanti pedofili, di istituzioni pedofile. Di politici pedofili o fiancheggiatori della pedofilia, nel momento stesso in cui ti vengono a dire che " I bambini non votano", frase allucinante quanto tremendamente chiarificatrice di un certo atteggiamento politico, pronunciata al sottoscritto da un famoso parlamentare italiano. Quindi, esistono "i pedofili" e le eventuali istituzioni in cui essi agiscono più o meno impunemente. Non sono per il processo alla Chiesa, ma ad alcuni dei suoi ( immeritati e criminali) appartenenti. Il processo però lo richiedo non solo per il singolo che violenta un bambino: alla sbarra della Giustizia, volutamente con la g maiuscola, chiamo per primi coloro che ogni giorno, abusando del potere conferito, compiono reati sottovalutati che si chiamano omissione e occultamento, omertà e ipocrisia. A queste ignobili persone va chiesto conto di quanto non fanno per la tutela dell'infanzia. Alle famiglie, ai genitori e a tutte le persone dobbiamo assicurare l'aiuto e il sostegno forte e discreto per far emergere gli abusi e stroncarli definitivamente.
                                        
                                                                                                                           da Il Nuovo Corriere 4 luglio 2008



Comunicato stampa del 1 luglio 2008
L'Avv. Nino Marazzita scende in campo per la difesa dell'infanzia violata

 Dopo mesi di indagini, confronti e colloqui finalmente l’omertà è stata abbattuta e La Caramella Buona può pensare ora a difendere le parti lese questa volta alla luce del sole. Grazie all’intervento dell’ Ill. Avv. Nino Marazzita nonché Presidente Onorario della Onlus, si arriverà in Tribunale chiedendo a gran voce giustizia per i minori coinvolti.Già da tempo gli operatori de La Caramella Buona Onlus si erano attivati grazie alla segnalazione diretta, questa volta, di un onesto e coraggioso parroco; avevano poi contatto le Forze dell’Ordine e ascoltato le famiglie persuadendole alla denuncia.
Ora nei confronti del prete, R.C., 55 anni, della Parrocchia Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, a Roma, è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare dal gip Andrea Vardaro, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Scavo. Già in passato il prete sarebbe stato rimosso, per un breve periodo, dal suo incarico, dopo alcune voci che lo chiamavano in causa per i fatti oggetto ora dell’inchiesta penale. Ci affidiamo al lavoro degli esperti, congratulandoci per il lavoro svolto.
“ Ci costituiremo ancora una volta parte civile “ affermano con forza l'Avv. Nino Marazzita e il presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile “ per casi come questo di Selva Candida non ci si può limitare alla segnalazione, occorre scendere in campo, unire le forze! Per mesi abbiamo lavorato in silenzio nel pieno rispetto delle Parti interessate.
Ora agire diventa dovere morale”.
 
      

Comunicato stampa deL 30 giugno 2008

PRETE PEDOFILO: ARRESTATO ANCHE GRAZIE A LA CARAMELLA BUONA ONLUS
Mesi fa La Caramella Buona Onlus aveva segnalato il caso alle Autorità competenti

Il sacerdote R. C. della parrocchia 'Nativita' di Maria Santissima', in via di Selva Candida, a Roma, e' stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale continuata e aggravata. Avrebbe compiuto abusi sessuali durante le ore d'oratorio, le gite in campagna, i campeggi estivi degli ultimi dieci anni.  Grazie alla segnalazione di un sacerdote del posto arrivata presso la sede nazionale dell’Associazione contro la pedofilia La Caramella Buona Onlus, si è attivata immediatamente una rete di solidarietà e investigazione affinché attraverso una corretta indagine si potesse concludere nel modo migliore un delicato caso che da anni preoccupava le famiglie della zona. Anni di esperienza e il rispetto delle corrette prassi di investigazione hanno confermato come un lavoro serio e professionale riesca a raggiungere elevati obiettivi sociali, primo fra tutti, la tutela dell’Infanzia.
"In tutti questi mesi" spiega il presidente de La Caramella Buona Roberto Mirabile " abbiamo agito nel pieno rispetto dei ruoli, offrendo il nostro aiuto ad alcune delle vittime e mettendo a disposizione delle Forze dell'Ordine tutta la nostra esperienza. Abbiamo fatto il possibile, ora confidiamo nella Giustizia".



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